Che cos’è il Personal Branding, e perché nel mondo del lavoro sta diventando sempre più importante adottare un approccio che lo includa?
In poche parole:
Il nostro personal brand è ciò che definisce la nostra specificità, i nostri punti di forza. È ciò che ci distingue dagli altri, e la ragione per la quale una persona dovrebbe “sceglierci”.
Applicando questo concetto alla carriera, potremmo dire che adottare un approccio basato sul Personal Branding significa imparare a darsi visibilità nel mondo del lavoro, a comunicare in modo efficace il proprio valore, in modo da migliorare la propria “employability” – ovvero la capacità di attrarre e di mantenere un’occupazione nelle diverse fasi della vita.
Perché è sempre più importante adottare un approccio del genere? Ci sono una serie di cambiamenti in atto, derivanti soprattutto da ragioni socio-economiche, che renderanno sempre più necessario il sapersi distinguere e il saper ripensare e ridefinire la propria identità professionale. È importante investire su questi elementi fin da subito, prima di ritrovarsi eccessivamente “indietro”!
Ecco le tre tendenze generali da prendere in considerazione: il forte aumento della competizione tra candidati, l’impatto delle nuove tecnologie e le nuove richieste del mercato del lavoro.

Competizione in aumento

1) I Social Media: maggiore competizione con i altri candidati
Cominciamo da un processo che vediamo con i nostri occhi ogni giorno: i Social Media (in particolare Linkedin, se facciamo riferimento al mondo del lavoro) permettono ad ogni individuo di creare e condividere contenuti direttamente con il proprio network. Questa disintermediazione consente ad ognuno di avere un’enorme visibilità, e il fatto che tutti abbiamo le stesse possibilità aumenta il livello di competizione. Entrare in contatto diretto con i nostri target via LinkedIn è semplice per noi, ma lo è anche per altri candidati: è pertanto necessario spiccare!
2) La Globalizzazione: competizione con i candidati da tutto il mondo
“Fuga di cervelli”, “Guerra dei talenti”, “Immigrazione economica”… frasi sempre più frequenti, che illustrano efficacemente la situazione del mondo del lavoro attuale: un mondo senza confini, in cui la competizione tra candidati nel mondo del lavoro è sempre più estesa, e quindi sempre più feroce. E non solo: globalizzazione significa anche multiculturalità e diversità. Diventa perciò necessario imparare a gestire e valorizzare le differenze tra sé e gli altri, per spiccare nel nuovo “mercato dei dipendenti”.
3) La convivenza con le nuove generazioni: competizione con chi ha un diverso approccio al lavoro
Entro il 2020, il 50% della forza lavoro sarà costituita dai “millennials” (nativi digitali, con richieste e proiezioni professionali inedite), che dovranno convivere con i cosiddetti “silver talent” (collaboratori che sono da molto tempo nel mondo del lavoro). Diventa necessario comprendere ed adattarsi alla concezione del lavoro di queste nuove generazioni, una concezione del lavoro flessibile in cui prevale una “gig economy” fondata su lavori temporanei e senza la tipica subordinazione del posto fisso. I “silver talent” dovranno puntare sempre più sul comunicare efficacemente il loro valore e la loro esperienza, per far fronte a queste evoluzioni.

L’avvento dell’automazione e delle Intelligenze artificiali

4) L’importanza delle “soft skill”
Si dice che presto un gran numero di professioni sarà svolto da macchine o robot. Ma se questo porterà ad una riduzione del valore di alcune competenze tecniche, diventeranno sempre più importanti e valorizzate quelle competenze che difficilmente potranno essere rimpiazzabili dalle macchine, le “soft skill”. Saranno sempre più apprezzate capacità come il saper comunicare in modo efficace, saper stabilire connessioni “umane” con i nostri interlocutori, saper fare “networking”. Possedere (e saper comunicare) queste capacità in sede di colloquio permetterà di distinguersi e spiccare. Quindi, non solo sarà importante capire le proprie capacità che hanno valore nella realtà di oggi, ma anche saperle presentare!
5) L’intermediazione delle intelligenze artificiali
Le intelligenze artificiali, oltre che sostituire diversi processi meccanici, intermedieranno sempre più le relazioni tra individui. Facciamo l’esempio dei colloqui di lavoro: gli screening verranno effettuati sempre più spesso tramite AI e Algoritmi, i colloqui di persona saranno sempre meno frequenti e sarà sempre più difficile arrivarci. Diventa quindi cruciale sapersi distinguere con una buona comunicazione one-to-one quando se ne ha l’occasione, ma anche creare e consolidare relazioni “da remoto” con le persone nel nostro target. Come? Attraverso una buona comunicazione digitale, ad esempio, che apporta un notevole valore aggiunto.
6) Lo Smart Working e il mantenimento delle relazioni
Parliamo del fatto che la relazione di persona è sempre meno presente nei rapporti di lavoro, anche tra colleghi (ultimamente lo Smart Working è una pratica sempre più diffusa!). Come fare per non essere “dimenticati”, pur non potendo mantenere una relazione effettiva? Di nuovo, attraverso un’efficace comunicazione digital! Post, articoli, contenuti interessanti: sono tutti elementi che ricorderanno a chi vi conosce chi siete, cosa fate e qual è il vostro valore.

Nuove condizioni del mercato del lavoro

7) il “Mismatch” delle competenze
Si parla spesso della crescente distanza tra le competenze ricercate dalle aziende e quelle in possesso dei candidati, in particolare per quanto riguarda le skill digitali. È quindi sempre più necessario aggiornare costantemente le proprie competenze, ma anche il saper identificare (e comunicare!) in modo chiaro ed efficace il valore aggiunto che si può apportare ad un’azienda.
8) Nuove professioni
La velocità con la quale le professioni si distruggono e si creano rende imprescindibile sapersi posizionare in un contesto “fluido”. Avere ben chiaro il nostro posizionamento ci permette di muoverci nel mondo del lavoro grazie ad un valore aggiunto che va al di là delle singole posizioni lavorative, ed è legato alla nostra persona. In un mondo del lavoro così dinamico, c’è il bisogno costante di saper comunicare il proprio valore e il proprio posizionamento: ed è qui che entra in gioco l’importanza del proprio personal brand.

Con questo articolo ho voluto dare un quadro dell’effettiva situazione e dei motivi più “concreti” che rendono un approccio basato sul Personal Branding sempre più importante.
Non basta più saper fare e saper essere, è necessario anche “saper dire” e “saper valorizzare”!
Se sei ormai convinto dell’importanza di lavorare sul tuo “personal brand” nel mondo del lavoro, e desideri un supporto per ottenere la giusta visibilità di cui hai bisogno per la tua carriera, ho la soluzione adatta:
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