In ogni paese, la politica è per i cittadini un aspetto fondamentale della vita di tutti i giorni. Le scelte, le idee e le attitudini dei politici sono tra gli argomenti all’ordine del giorno di giornali, televisioni e radio. Questi personaggi hanno immense responsabilità, e purtroppo non sempre si dimostrano all’altezza delle aspettative riposte in loro. Oggi voglio invitarvi a riflettere su una proposta politica originale e legata alla mia professione: e se i partiti politici si affidassero, per la selezione dei propri rappresentanti, agli head hunter?

Per via di contatti professionali frequenti con alcuni paesi sudamericani, sono portata a leggere vari quotidiani di informazione su vicende politiche, economiche e sociali del MERCOSUR. Nell’ottobre del 2018 in Brasile si sono svolte le elezioni presidenziali, e tra i cinque candidati in lizza per il titolo si è proposto un imprenditore, João Amoêdo, fondatore del partito politico “PartidoNovo”. Premettendo di non voler entrare nel merito di questioni politiche, devo ammettere di esserne rimasta colpita. Questo partito ha infatti avuto la brillante intuizione di affidare la selezione dei propri sindaci ad una società di consulenza specializzata in ricerca e selezione di manager. L’incarico affidato agli head hunters consisteva nell’individuare manager aziendali particolarmente preparati, interessati a concorrere per le cariche di sindaci nelle metropoli di San Paolo, Rio de Janeiro, Curitiba, Porto Alegre, Salvador, Fortaleza, Belo Horizonte e Recife.
I potenziali candidati per le cariche sono stati individuati all’interno del partito di appartenenza, tra celebrità locali con una certa popolarità o tra imprenditori locali con un desiderio di entrare in politica e disponibilità economica sufficiente ad autofinanziare le proprie campagne.
Condivido pienamente l’idea a monte di questo sistema, e credo che potrebbe portare validi benefici alla politica di un paese. Un efficiente gestore della “cosa pubblica” non dovrebbe essere dotato esclusivamente di carisma e abilità oratorie, ma dovrebbe possedere concrete capacità nel definire piani strategici, reclutare collaboratori validi e competenti, gestire ed allocare le finanze a sua disposizione. E quale carriera migliore per sviluppare al meglio queste capacità di quella da manager d’azienda?
Trovo l’apertura mentale dimostrata dal leader Amoêdo particolarmente brillante, in quanto si focalizza sulle reali “skills” che permettono la realizzazione di performance eccezionali in azienda così come, potenzialmente, in politica. In questo modo adotta una prospettiva innovativa e che potrebbe offrire miglioramenti significativi all’amministrazione delle città coinvolte.

Cosa ne pensi di questa idea? Sei d’accordo sul fatto che una persona dotata di capacità manageriali proprie di un leader aziendale possa adattarle efficacemente alla politica? E se tu stesso sei un manager, ti piacerebbe essere “reclutato” da un headhunter per concorrere ad un incarico politico nella pubblica amministrazione?


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